PAGINE AZZURRE

 

Luglio 2022

È arrivato nelle case degli aderenti all’Associazione don Angelo Campora  e degli abbonati il nuovo numero cartaceo di “Pagine Azzurre”. Come sempre gli argomenti fanno riferimento a quelle “proposte di condivisione” che compaiono sotto la testata e che rappresentano lo spirito autentico di un sacerdote che ha saputo donare se stesso, a Dio e agli uomini, attraverso la testimonianza del Vangelo a chi lo ha incontrato.

Dopo l’editoriale sull’invasione dell’Ucraina, la rivista si apre con “Librinfesta: un’eccellenza del panorama culturale della città di Alessandria” di Andrea Lombardi; Giulia Tosarello ha posto in rilievo le nuove opportunità per gli adolescenti nella Comunità Cascina di San Michele alle porte di Alessandria; il problema della tutela dei minori è stato presentato da Brunella Bruni; l’epopea dell’amianto è il tema veramente sviscerato con la professionalità di Silvana Mossano, già autorevole firma de “La Stampa”, che ha seguito, fin dal suo apparire la vicenda dell’amianto a Casale con tutti i lutti che si è portato dietro e che, purtroppo, non sono ancora terminati per la sua capacità di uccidere nel tempo. Brunella Bruni ha anche firmato un’intervista a Silvestro e Chiara Castellana della Compagnia Filodrammatica Teatro Insieme e Mariavittoria Delpiano ha recensito il romanzo di Silvana Mossano “Un giorno arriverò”. Ileana Gatti Spriano ha richiamato l’attenzione  dei lettori su “I luoghi del cuore”. Il Progetto Effe, riguardante azioni di sostegno all’autonomia delle donne in condizione di fragilità, è presentato dettagliatamente da Ivana Tripodi. Nello specchio del tempo è il titolo dell’articolo che tratta il percorso interculturale e intergenerazionale rivolto ai più giovani, promosso dall’Associazione don Angelo Campora odv, in collaborazione con  l’APS Colibrì, nell’ambito del progetto “Intrecciare fili” approvato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Quest’ultimo articolo è accompagnato dalla testimonianza di Pino e Sergio con un richiamo per tutti: “Quando i migranti eravamo noi”. Il numero di Pagine Azzurre si chiude con un articolo di Cecilia Forti sui progetti per il 2021/2022 delle “Adozioni a Km 0: solidarietà,rete, genitorialità”, giunto al sesto anno di vita.

 

AL FUTURO CI PENSERANNO FIGLI E NIPOTI…

 

di Marco Caramagna

“Durante l’infanzia, la casa rappresenta solitamente un luogo sicuro e stabile, dove ricevere nutrimento e amore. Eppure, a molti bambini questi elementi essenziali mancano, anche nei paesi più ricchi del mondo. Sono circondati da aria inquinata, e vivono in zone contaminate da piombo, rumori eccessivi o in abitazioni fatiscenti, spesso scarsamente illuminate, troppo fredde o  sovraffollate”. È la premessa dell’ultima Innocenti Report Card pubblicata dall’Ufficio di Ricerca dell’Unicef e resa nota durante il World Economic Forum di Davos, il luogo dove ogni anno si riuniscono i potenti del mondo per confrontarsi sulle priorità globali.

Scorrendo gli articoli dei giornali – perché non è sufficiente guardare semplicemente i telegiornali – si ha la percezione di una realtà dove l’inquinamento ambientale è, sì, un problema, ma sono gli altri che devono risolverlo, coloro che sono stati eletti per occuparsi delle nostre problematiche, degli aumenti della benzina e del gas che, con altre componenti energetiche necessarie a proseguire  un tenore di vita consolidato dalla globalizzazione che ha illuso milioni di persone con l’idea che tutto è possibile, tutto è acquistabile, tutto è a portata di mano direttamente a casa propria.

Purtroppo, la pandemia da un lato e l’invasione dell’Ucraina da parte di Putin nel tentativo di cambiare l’“ordine” del mondo, dall’altro, ci ha richiamati ad una realtà che – animati dal desiderio di riprenderci quello che abbiamo “perso” in questi due anni di lockdown – forse non abbiamo ancora percepito. Leggendo gli analisti di economia si prospettano tempi non facili, né dal punto di vista della tenuta sociale né, tantomeno, dal punto di vista economico. Se, come si sta verificando, il gas russo ci verrà tolto, saremo costretti a “rivedere” usi e consumi a cominciare dal prossimo inverno. E se la componentistica elettronica si ridurrà, come sta già avvenendo, facendo mancare i pezzi necessari per le auto, gli elettrodomestici, gli strumenti di comunicazione, sarà necessario rivedere i nostri comportamenti.

Cosa c’entra tutto questo con l’ambiente e l’inquinamento? È una domanda legittima.

Infatti, un aumento dei consumi o il solo mantenimento di quello attuale nei Paesi più industrializzati comporta seri rischi per un ambiente già fin troppo deturpato. “Se gli attuali livelli di consumo della maggior parte dei paesi industrializzati – si legge ancora nel report – fossero raggiunti in tutti i paesi del mondo, le risorse del nostro pianeta non sarebbero più sufficienti. I rifiuti elettronici – la tipologia di rifiuti domestici in più rapida crescita – contengono sostanze pericolose che danneggiano il corpo e il cervello, in particolar modo quello dei bambini”.

Il rapporto del Segretario delle Nazioni Unite Our Common Agenda propone una “scelta drastica e urgente: attendere che il peggio accada o avviare il cambiamento”. Da anni i media ci pongono di fronte a scempi o cambiamenti ambientali – dalla distruzione del “polmone” amazzonico ai ghiacciai delle nostre Alpi che si ritirano per l’aumento delle temperature ai disastri delle piogge violente e improvvise nel nostro Paese alla attuale siccità che comprometterà i raccolti – e, forse, l’atteggiamento generale è quello di “attendere che il peggio accada”.

Era il 2015 quando Papa Francesco dava alle stampe l’enciclica “Laudato si’” e nel primo capitolo, intitolato “Quello che sta accadendo alla nostra casa”, riprendeva temi che da decenni sono presenti nelle cronache quotidiane e sarebbe opportuno ripassare per rinfrescarci la memoria.

Se non agiamo rapidamente per migliorare l’ambiente dove noi viviamo e dove vivono e crescono i bambini non può esserci speranza per un futuro migliore. Possiamo fare spallucce o passare oltre quando incappiamo in articoli che “disturbano” i nostri comportamenti ma non è un comportamento responsabile di fronte al presente e al futuro. Perché possiamo ritenere che al futuro ci penseranno figli e nipoti ma nel presente ci siamo e ci viviamo. E, forse, non tutto va per il verso giusto.

Oltre cinquanta fotografie

in mostra nel Palazzo Vescovile di Acqui Terme

 

“QUO VADIS?”, LA PERFETTA ARMONIA FRA CHIESE E PAESAGGIO

 

Fino al 18 settembre - Prosegue fino al 31 agosto il bando “Futura” per tutte le scuole

La straordinaria bellezza delle chiesette incastonate nel paesaggio di Langhe e Monferrato emerge nella mostra fotografica – “Quo Vadis?” - inaugurata il 9 luglio nel Palazzo Vescovile ad Acqui Terme. Attraverso oltre cinquanta immagini realizzate da Manuel Cazzola il visitatore sarà preso per mano e condotto in un incantevole viaggio alla scoperta di luoghi sacri in armoniosa relazione con la natura. “Non cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi” è l’invito che Cazzola, ingegnere innamorato del territorio in cui vive e che ha scelto la fotografia per raccontarlo, rivolge a tutti, citando Proust: l’idea è offrire un quadro d’insieme di un patrimonio sconosciuto a molti, che va dalla cattedrale di Acqui alle piccole cappelle, tra architetture romaniche e gotiche, tardo rinascimentali e settecentesche. In ognuna delle tre sale spiccherà un’immagine più grande, formato 80x120: le altre, di dimensione diversa, saranno disposte in base ad affinità cromatiche. La prima che s’incontrerà rappresenta l'interno della chiesa di San Giovanni, all'ingresso di Roccaverano, che raccoglie uno dei più grandi cicli di affreschi quattrocenteschi nell'Astigiano in una luce chiara, eterea. La seconda grande immagine è riferita alla cappella Scaletta di Turpino a Spigno (purtroppo non visitabile al pubblico), dove domina il rosso: intorno a questa si ammireranno altri scatti realizzati al tramonto. Nella terza, la Madonna del Casato, sempre a Spigno, la luce appare quasi “caravaggesca”: l’ideale per richiamare l’attenzione sui dettagli.

“Nel mio lavoro di ricerca – spiega Manuel Cazzola – mi sono imbattuto in sorprese, come il busto di Ferdinando d'Invrea nella chiesa di Giovo Ligure, collocato in una navata laterale, quasi nascosto da un lampadario. Eppure la fattura di questa statua è un autentico gioiello: sembrava di essere al cospetto di una persona in carne ed ossa”.

Nella cattedrale di San Guido ad Acqui Cazzola ha invece puntato l’obiettivo verso l’alto: “Per apprezzare al meglio gli affreschi della cupola occorrerebbe sdraiarsi, così ho optato per un punto di vista impensabile per il visitatore, cercando di dare rilievo a geometria, simmetria, potenza visiva degli affreschi”.

Cazzola si è dedicato con cura alla valorizzazione dei luoghi, scegliendo i momenti più suggestivi: lo scorcio di Montechiaro d'Acqui con l'arcobaleno, San Secondo ad Arzello esaltata dalla prima luce dell’alba, Santa Limbania a Rocca Grimalda dall'ultimo raggio di sole, San Nicolao di Mombaldone dalle nuvole che la contornano. Mentre il campanile del Santuario della Fraschetta di Alice Bel Colle si allinea quasi perfettamente con il Monviso, regalando una sensazione speciale. E San Giovanni a Roccaverano è proposta nella notte di fine luglio del 2018, illuminata dalla superluna. Altri luoghi rivestono per l’autore un significato particolare: “La chiesetta di Madonna della Visitazione di Turpino, a Spigno, nella sua magica solitudine fra i calanchi, mi ha affascinato fin da bambino: così mi sono ritrovato in un tramonto d'inverno, con i piedi immersi nella neve e la macchina fotografica in mano, in cerca del punto perfetto per inquadrarla. E ho ripetuto lo scatto in autunno, scoprendo come con il variare della stagione e della situazione la sua bellezza rimane intonsa”.

“Manuel Cazzola punta il suo obiettivo su un pilastro del nostro patrimonio, della nostra memoria e della nostra speranza – scrive Carlo Dottor, artista e scrittore veneto che da decenni lavora fra Parigi, il Piemonte e la Toscana -. In tempi in cui il silenzio riempie gran parte dei giorni delle nostre chiese, vederle in quella luce come sa vederle lui ci ricorda che sono un pilastro del nostro patrimonio, della nostra memoria e della nostra speranza. Chiave di volta dello spazio in cui si riconoscono le nostre comunità, riferimento essenziale del sentimento di appartenenza, rappresentano la continuità di una cultura, di una civiltà che si trasmette grazie alla capacità di pensarsi durevole. Manuel Cazzola fotografa usando un particolare filtro: l’amore. L’incanto del paesaggio lo conosce fin da bambino, oggi ne distilla un’emozione che si trasmette e coinvolge.

Cerca, scova l’angolo e il momento prezioso che danno luce e forma a questo amore per la sua terra. Senza fermarsi alla contemplazione, la foto diventa dichiarazione di appartenenza, volontà di continuità. Un invito ad andare sui suoi passi non da turisti, ma per vedere, assaporare la bellezza che lui ha colto in uno scatto. Riconoscere la bellezza porta alla volontà di salvarla, ma anche di crearne di nuova come contesto della nostra vita”.

Carlo Caldera, docente al politecnico di Torino, sottolinea come per la sua formazione Cazzola sia abituato alla lettura critica del paesaggio, “ma per comunicare il senso delle sue letture e delle sue interpretazioni non gli basta. Ha coltivato l’arte della fotografia e la utilizza per comunicare e stimolare sensazioni e stati d’animo in chi osserva i suoi luoghi, contribuendo così efficacemente a diffonderne la cultura anche al fine della loro valorizzazione. L’aspetto del paesaggio tra Langhe e Monferrato, colto attraverso l’interpretazione del Fotografo, appare sempre bilanciato tra fattori naturali e fattori culturali e antropici. Tra l’Uomo, che modella spazi conferendo loro il nobile significato di luoghi, e la Natura. Ne sono testimoni le numerose strutture religiose, semplici chiesette o edifici più complessi costruiti nei secoli e i loro campanili, così come i tipici ciabot o i pettinati vigneti, sempre ben visibili e riconoscibili nel paesaggio”.

Il titolo della mostra, “Quo Vadis?”, è preso a prestito da quello del romanzo di Henryk Sienkiewicz, ispirato alla domanda che San Pietro rivolse a Cristo apparsogli sulla via Appia e dove successivamente sorse una chiesetta.

La mostra, che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Regione Piemonte, è realizzata dal Polo culturale della Diocesi di Acqui in collaborazione con il Comune di Acqui Terme.

È sostenuta da Impressioni Grafiche, L'Ancora, Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, Progetto Culturale promosso dalla Chiesa Italiana e The Landscape I Like.

A sostegno di questa mostra sarà disponibile una pubblicazione di oltre 100 pagine con tutte le immagini esposte e interventi critici, edito da Impressioni Grafiche.

Ingresso gratuito.

Orari di apertura: sabato e domenica dalle 15 alle 19 o su appuntamento (tel. 351-5758936)

 

Informazioni:

Manuel Cazzola: info@manuelcazzola.com

www.manuelcazzola.com,

www.instagram.com/manuel_cazzola

www.facebook.com/thelandscapeilike

DAL 1° LUGLIO APRE IL BANDO

“STORIA E MEMORIA”:

350 MILA EURO A DISPOSIZIONE

 

Prosegue fino al 31 agosto il bando “Futura” per tutte le scuole

Il 1° luglio prossimo apre la seconda edizione del bando “Storia e Memoria” con cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria si pone l’obiettivo di contribuire al recupero di beni culturali, alla loro conservazione e valorizzazione, alla trasmissione alle nuove generazioni della storia e memoria del territorio e al consolidamento di progettualità in un’ottica di rete e creazione di sinergie.

Il bando è riservato a enti pubblici e privati e associazioni che abbiano sede nel territorio di operatività della Fondazione e che svolgano stabilmente attività nel settore da almeno tre anni.

Le domande devono essere presentate tramite modulo online reperibile sul sito della Fondazione alla voce “bandi” e corredate da un idoneo piano finanziario che preveda obbligatoriamente una quota di cofinanziamento con risorse proprie e/o di terzi nella misura minima del 30% del costo totale del progetto.

Le risorse che, quest’anno, la Fondazione ha destinato al bando sono particolarmente ingenti e ammontano complessivamente a 350.000 euro. La prima edizione aveva registrato notevole interesse con la presentazione di 56 progetti di cui 23 finanziati per un totale di 200.000 euro.

La data di chiusura del bando è il 30 settembre prossimo.

Attualmente è ancora aperto il bando “Futura” rivolto a tutte le scuole della provincia di Alessandria, statali e paritarie, con l’obiettivo di incentivare la cultura del rispetto e dell’inclusione tra gli adolescenti, diffondere i principi della cittadinanza attiva, favorire i processi inclusivi di apprendimento e supporto alla disabilità e sostenere le abilità e le eccellenze.

Le risorse a disposizione ammontano a 200.000 euro e la chiusura del bando è prevista il 31 agosto 2022. Nel 2021, i progetti presentati e approvati erano stati 14, a fronte di un plafond di 250.000 euro.

Il regolamento dei bandi è consultabile sul sito della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria:

https://www.fondazionecralessandria.it/wp-content/uploads/2022/06/BANDO-STORIA-E-MEMORIA.pdf ;

https://www.fondazionecralessandria.it/wp-content/uploads/2022/05/BANDO-FUTURA.pdf

Fondazione CRT

 

FINO A 30.000 EURO PER PROGETTO CAPACE DI MIGLIORARE

LA QUALITA’ DELLA VITA

 

Il bando “Vivomeglio” per enti e associazioni no profit è online

È aperto fino al 29 luglio, su www.fondazionecrt.it,  il bando “Vivomeglio” della Fondazione CRT che sostiene, con contributi fino a 30.000 euro ciascuno, progetti di welfare capaci di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità in Piemonte e Valle d’Aosta.

Enti e associazioni non profit potranno proporre soluzioni nuove, efficaci e sostenibili per favorire l’inclusione sociale, lo sviluppo dell’autonomia e delle abilità personali, l’empowerment di persone con disabilità in tutti gli ambiti della vita quotidiana.

I progetti – che dovranno essere presentati nella forma del partenariato strutturato (ovvero realizzato congiuntamente da un soggetto capofila e da almeno due o più organizzazioni) – potranno riguardare ambiti di intervento coerenti con i sei goal della prima Agenda della Disabilità italiana “firmata” dalla Fondazione CRT con la Consulta per le Persone in Difficoltà (abitare sociale, sostegno alle famiglie, vivere il territorio, lavorare per crescere, imparare dentro e fuori la scuola, curare e curarsi).

Inoltre, in linea con l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, Vivomeglio 2022 promuoverà alcuni obiettivi specifici, inserendoli tra i criteri di valutazione: la sostenibilità non solo economica, ma anche sociale ed ambientale; un approccio inclusivo orientato al design for all nella progettazione e realizzazione degli interventi; il lavoro e il ricambio generazionale.

 Grazie a Vivomeglio sono stati realizzati fino ad oggi 2.500 interventi per un investimento complessivo di oltre 27 milioni di euro.

L’OSPEDALE DI ALESSANDRIA AUTORIZZATO AL TRAPIANTO

DI MICROBIOTA

Il Centro Nazionale Trapianti ha autorizzato l’Azienda Ospedaliera di Alessandria al Programma Nazionale sul Trapianto di Microbiota Fecale umano (FMT) che consente di eseguire il trapianto di microbiota intestinale umano nel trattamento dell’infezione da Clostridium Difficile. Il trapianto fecale  consiste nell’inserire la parte batterica vitale del materiale fecale di un donatore selezionato, estratta con un sofisticato processo di laboratorio, in corso di colonscopia tradizionale a un paziente ricevente. Secondo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità, Alessandria è il settimo centro in Italia e il primo in Piemonte ad essere autorizzato a questo tipo di trattamento dal Centro Nazionale Trapianti. Il risultato è il frutto di un lavoro di squadra che coinvolge la Gastroenterologia diretta dal dottor Carlo Gemme, la Microbiologia diretta dal dottor Andrea Rocchetti e la struttura dei Laboratori di Ricerca diretto Dalla dottoressa Annalisa Roveta, che afferiscono al Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione diretto dal dottor Antonio Maconi. Il Microbiota è il termine utilizzato per descrivere l’insieme dei microrganismi che popola il tratto digerente, per lo più l’intestino. Si tratta di oltre mille miliardi di batteri, virus, funghi e protozoi, con il peso totale di circa un chilogrammo e mezzo che, comunicando tra loro, agiscono come se fossero un unico organismo e svolgono funzioni importanti per la salute dell’uomo.

Pronto Adal

NUOVO SERVIZIO

PER I PAZIENTI DIABETICI

È attivo il nuovo servizio “Pronto ADAL”, lo  sportello telefonico che mette in diretto contatto il paziente con un diabetologo per fornire informazioni, consigli utili e sostegno alle persone con diabete e ai loro familiari. Promosso dall’Associazione Diabetici Alessandria, presieduta da Ezio Labaguer, insieme alla struttura di Endocrinologia e Malattie Metaboliche dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria, diretta dal Dr. Marco Gallo, il servizio è attivo il lunedì dalle ore 11 alle 12, il mercoledì e il venerdì dalle 16 alle 17 chiamando il numero 351-5651863.

Pronto ADAL ha l’obiettivo di aiutare i pazienti con diabete a sciogliere dubbi, risolvere problemi e tranquillizzarli nei momenti di difficoltà dovuti alla gestione della malattia, andando anche a supportare le attività condotte dalla Diabetologia dell’Ospedale di Alessandria. Per problemi clinici è sempre necessario fare riferimento al proprio medico di medicina generale per un’eventuale richiesta e programmazione di visita urgente.

Estate Ovadese

“SCONFINAMENTI”

ALL’INSEGNA DEL “BEN-ESSERE”

Giunge alla terza edizione la rassegna culturale “Sconfinamenti”, organizzata dall’Enoteca regionale di Ovada e del Monferrato grazie alla disponibilità e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria.

Il tema scelto dagli organizzatori di Sconfinamenti 2022 è Ben-Essere. “Due anni di pandemia ci hanno spinto a riflettere sul significato complesso del termine. Qualcosa che ha a che fare con la salute, certo, ma anche con la socialità e con un equilibrato rapporto dell’individuo con l’ambiente e il territorio” spiega la direttrice artistica Raffaella Romagnolo.

Il calendario si articola su sei incontri dedicati ad altrettanti protagonisti del panorama culturale italiano che, in modi diversi, racconteranno la loro idea di benessere.

Giovedì 7 luglio alle 21 apre la rassegna Michele Mirabella, regista, attore e storico conduttore della trasmissione televisiva Elisir. Si parla di salute, televisione e informazione, naturalmente, ma anche di come l’arte e la cultura possono contribuire al nostro star bene e in armonia. Michele Mirabella dialoga con Marina Mariotti nella splendida cornice del giardino della scuola di musica “Antonio Rebora” di Ovada.

Giovedì 14 luglio alle 21, in un appuntamento dal titolo “La follia è un Giardino”, il pubblico di  sconfinamenti incontra lo psichiatra e scrittore Paolo Milone, autore del bestseller “L’arte di legare le persone” (Einaudi). Un libro prezioso, dove Milone ha riversato la sua viva esperienza presso il Centro di Salute Mentale del centro storico genovese e il reparto di Psichiatria d’urgenza dell’ospedale Galliera. Dialogano con Paolo Milone lo scrittore e psicologo Bruno Morchio e la scrittrice Raffaella Romagnolo.

L’appuntamento è presso la SOMS di Belforte Monferrato.

Giovedì 21 luglio alle 18 è la volta di una passeggiata letteraria condotta dall’attore Pino Petruzzelli, che propone al pubblico di Sconfinamenti “Vita dei boschi”, spettacolo concepito nei duri mesi del lockdown e ispirato al classico “Walden - Vita nei boschi” di Henry David Thoreau. L’appuntamento è al Percorso Verde di Trisobbio.

Giovedì 4 agosto alle 21 ancora uno spettacolo teatrale, dal titolo Bartali prima tappa, ispirato alla vita del grande campione toscano, “Giusto tra le Nazioni” per l’attività a favore degli ebrei perseguitati durante la Seconda guerra mondiale. Scritta dalla giovane regista e drammaturga Lisa Capaccioli, la piece vede protagonista l’attore Francesco Dendi e si tiene a Capriata d’Orba, in piazza Garibaldi.

Lunedì 15 agosto all’alba torna l’ormai tradizionale escursione tra le vigne con concerto al sorgere del sole presso la Tenuta Cannona di Carpeneto. L’edizione 2022 prevede il coinvolgimento del maestro Andrea Oddone, eccellenza del territorio ovadese, per anni direttore del prestigioso concerto di Ferragosto trasmesso da RAI Tre. L’evento si svolge in collaborazione con la scuola di musica “Antonio Rebora” di Ovada, il Comune di Carpeneto, la Fondazione Agrion e il CAI (sez. di Ovada).

Giovedì 25 agosto alle 18 la rassegna si chiude con Sicut Cedrus, reading della scrittrice Raffaella Romagnolo sotto il maestoso cedro del Libano del parco ovadese di Villa Gabrielli. Ad affiancare l’autrice, la regista e attrice Paola Bigatto. Evento in collaborazione con Fondazione Cigno onlus.

Come già negli anni precedenti, ogni incontro prevede una degustazione di vini del territorio a cura dei produttori. Tutti gli incontri si svolgeranno nel rispetto delle misure di sicurezza previste dalla normativa anti-Covid.

L’ingresso è gratuito. La prenotazione è obbligatoria rivolgendosi allo IAT di Ovada (via Cairoli 107) al numero 0143.821043, whatsapp 3791187215, mail iat@comune.ovada.al.it

L’italiano per…

prepararsi all’esame della patente

 

Un corso gratuito per le donne straniere

Ci siamo: è ai blocchi di partenza l’innovativo corso di italiano pensato per supportare le donne straniere che devono affrontare l’esame di teoria per la patente. Non è banale: il linguaggio a tratti molto tecnico a tratti burocratico dei quiz e dei manuali e il registro linguistico così lontano dalla lingua colloquiale possono mettere in seria difficoltà anche persone che in altri ambiti se cavano bene con l’italiano. Eppure la patente è uno strumento importante per il lavoro e la vita quotidiana, senza il quale la famosa integrazione e l’autonomia sembrano molto più difficili.

 

Avere la patente significa per le donne essere libere di muoversi senza chiedere il favore di essere accompagnate, non dover rifiutare un lavoro lontano da casa, uscire quando se ne ha bisogno, o voglia, indipendentemente dall’orario dei mezzi pubblici. In una parola, essere autonome. Tutte cose a cui una donna non deve rinunciare.

Il Progetto Effe, avviato dall’Associazione Don Angelo Campora e dall’aps Colibrì, e sostenuto dalla Fondazione Social, sperimenta questo importante percorso formativo con un modulo mirato ad avvicinare gradualmente alla comprensione del linguaggio dei quiz e a supportare la preparazione delle iscritte con esercitazioni guidate attraverso l’utilizzo di materiali ad hoc, in uno spazio, il Centro Famiglia Mondi Tondi, che consente di portare con sé i propri figli perché attrezzato per le esigenze dei bambini e supportato da personale educativo a disposizione.

L’iniziativa nasce dalla richiesta delle donne straniere che si sono rivolte allo Sportello Effe in questi mesi: da loro è emerso il bisogno molto sentito di un supporto linguistico per l’esame della patente per guidare l’auto. Bambini da allevare, spesa, soldi, cucinare, mille lavori da badante, domestica, se va bene cuoca, più spesso nelle cooperative delle pulizie con orari in genere notturni negli ospedali o cartellini da timbrare per tirare a lucido fabbriche e uffici prima dell’apertura. Sposate o sole, in fuga da mariti violenti, da uomini che le vogliono rispedire a casa con i figli, o abbandonate con cento pannolini da cambiare, senza soldi, in un paese di cui sanno poco e faticano anche a parlare la lingua… Può sembrare una piccola cosa, una goccia nel mare dei bisogni quotidiani, ma è un gradino per salire le scale, inseguire un lavoro. Quel gradino è stato costruito dalle donne per altre donne, dalla collaborazione delle operatrici dell’Associazione Don Angelo Campora, dell’aps Colibrì, del Cissaca, dell’aps Cambalache, e della cooperativa Semi di Senape che hanno trovato le condizioni perché il corso potesse attivarsi, unendo risorse, prendendo accordi, insieme alle mediatrici, per tempi, orari e sede del corso.

 

Programma, date e durata

 

Il corso “Italiano per la patente” è un corso di preparazione al corso di teoria per la patente di guida, rivolto a donne straniere (MAX 10) con una conoscenza della lingua italiana di minimo livello. Chi frequenterà questo corso sarà dunque preparato per comprendere al meglio le lezioni della scuola guida, che saranno in ogni caso indispensabili per il superamento dell’esame di teoria della patente.

 

Il corso si svolgerà a partire dal 5 luglio e fino al 26 luglio, ogni martedì dalle ore 14.00 alle ore 16.00 presso il Centro Famiglia Mondi Tondi in via Parnisetti ang. Via Cornaglia.

 

L’iscrizione è gratuita e si può effettuare

mandando una mail a monditondi.centrofamiglia@gmail.com

o telefonando al 3516626930

 

Il progetto Effe è sostenuto dalla Fondazione Social di Alessandria – Bando 2019

Partner: Aps Colibrì, CGIL Alessandria, Radio Gold, Aps Cambalche, Cissaca, Comune di Alessandria, coop. Semi di Senape, ASM Costruire Insieme, Associazione Cultura e Sviluppo, AslAl SerD, SAOMS di Capriata d’Orba, Global Thinking Foundation   

Continuano i morti sul lavoro

“UNA QUESTIONE DI DIGNITÀ”

 

di Marco Caramagna

Il 20 maggio uno studente di 17 anni di Silandro, in Val Venosta, è rimasto ustionato mentre stava pulendo il forno di verniciatura della carrozzeria di Merano dove stava seguendo un percorso di alternanza scuola lavoro. È ricoverato nel centro grandi ustionati di Murnau, in Baviera, avendo riportato ustioni di secondo e terzo grado su oltre il cinquanta per cento del corpo.

Quest’anno si sono già verificati due casi, purtroppo mortali, di due giovani dei percorsi di alternanza scuola lavoro: il 21 gennaio, Lorenzo Parelli, di 18 anni, frequentante il quarto anno di meccanica industriale al Centro di formazione professionale dell’istituto salesiano Bearzi di Udine, è stato travolto e schiacciato da una putrella all’ultimo giorno di stage; il 14 febbraio, Giuseppe Lenoci, di 16 anni, è deceduto in un incidente stradale mentre viaggiava su un furgone della ditta per la quale stava lavorando in un percorso di apprendistato previsto nel corso professionale di termoidraulica che stava frequentando.

Nel 2021, secondo i dati dell’Inail, i morti sul lavoro sono stati ben 1.221, pari al 3,9 per cento in meno del 2020, mentre le denuncie di infortunio sul lavoro sono state 555.236 nel 2021, lo 0,2 per cento in più del 2021.

L’Inail ha fornito anche i dati del primo trimestre 2022 facendo notare che le comunicazioni di incidenti di qualsiasi gravità arrivate all’istituto fra gennaio e marzo sono state 194.106, contro le 128.671 del primo trimestre 2021. E i decessi sono già 189, quattro in più dello scorso anno.

Dietro la drammatica freddezza di questi dati ci sono persone che hanno perso la vita per il lavoro e, se tanti italiani auspicavano la rielezione di Sergio Mattarella alla Presidenza della Repubblica, è doveroso ricordare anche un passo del suo discorso al Parlamento nel quale – oltre all’etica del servizio, al senso di responsabilità, alla volontà di anteporre una visione del bene comune -  ha richiamato il concetto di dignità: “La dignità è azzerare le morti sul lavoro”. Il 10 ottobre del 2021, in occasione della Giornata in memoria delle vittime sul lavoro, il Presidente Mattarella aveva affermato che si tratta di “una ferita sociale che non trova soluzione, ma purtroppo è sempre in aumento e diventa lacerante ogni volta che si apprendono quotidiani e drammatici aggiornamenti di incidenti avvenuti. Le tragedie sul lavoro a cui stiamo assistendo senza tregua – ha proseguito il Presidente della Repubblica – sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione”. Ed ha rimarcato: “La Costituzione nell’articolo 4 riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Affinché questo diritto sia effettivamente garantito, uno Stato democratico deve consentire a ognuno di svolgere la propria attività lavorativa, tutelandone la salute e assicurandone lo svolgimento nella più totale sicurezza. Le tragedie a cui stiamo assistendo senza tregua sono intollerabili e devono trovare una fine, rafforzando la cultura della legalità e della prevenzione. Le leggi ci sono e vanno applicate con inflessibilità”. Il Presidente Mattarella è sempre stato molto attento e sensibile ai temi sociali e “il luogo di lavoro deve essere il posto da cui si torna. Sempre”. È una questione di dignità.

È passato oltre un anno dal pronunciamento di queste parole ma nulla è cambiato.

1982-2022

40 anni del Coro “don Angelo Campora”

 

di Pinuccia Pavese

Domenica 1° maggio, a  Lobbi, il coro “don Angelo Campora” ha festeggiato 40 anni di attività dalla sua istituzione con un concerto dedicato a don Angelo, parroco del paese per 12 anni, prematuramente scomparso il 29 aprile 1990 a soli 44 anni. Il repertorio presentato comprendeva alcuni brani di Lorenzo Perosi, a due voci in latino, e di alcuni di altri noti autori di musica sacra, quali lo Stabat Mater di Kodali e il Regina Coeli di Lotti. È seguita una parte di canti mariani dell’antica tradizione popolare. Quindi, “Fratello sole e sorella luna” di Riz Ortolani. Con “Signore delle cime”, uno dei canti preferiti dal Don, si è conclusa la manifestazione. Molti gli applausi e tanta anche la commozione tra i presenti. Ha fatto particolarmente piacere al Coro il messaggio della “decana” Lidia Timo, classe 1923, che ha voluto essere vicina al gruppo di cui ha fatto parte per tanti anni con un affettuoso saluto. Così pure commovente è stato il messaggio al coro e alla Direttrice, inviato da Londra dal nostro organista Marco Sardi. Bravi i coristi e l’organista. Impeccabili i presentatori. È stata poi celebrata, alle 18, la S. Messa anniversaria in ricordo di don Angelo nel 32° anno dalla sua scomparsa sempre animata dal Coro che ha ricordato nella preghiera dei fedeli i coristi e le coriste defunti in questi lunghi 40 anni di attività.

 

 

BREVE CRONISTORIA DEL CORO DON ANGELO CAMPORA

 

Il coro di Lobbi nasce nel 1982 ed anima per la prima volta la S. messa solenne di Natale in parrocchia. Il Coro si costituisce soprattutto per volontà di don Angelo, allora giovane parroco, entusiasta, che intendeva il coro come forte momento di aggregazione e di conoscenza per tutta la comunità parrocchiale. “Stare bene insieme cantando” era solito ripetere. Il coro ha mantenuto fede in questi anni all’impegno di animazione liturgica delle più solenni celebrazioni sia a Lobbi sia in molte parrocchie alessandrine. Il repertorio del gruppo corale lobbiese, comprende brani di musica sacra a due voci, in latino, tratti da composizioni di Lorenzo Perosi e di autori di scuola perosiana, adeguati alle potenzialità canore dei cantori che per lo più non hanno potuto approfondire studi musicali. La sottoscritta ha sempre diretto con costanza e passione il Coro di Lobbi fin dalla sua costituzione accompagnata nel tempo dagli organisti Ilario Polati, Marco Sardi e Stefano Polati.

Immunoterapia per il mesotelioma:

è iniziata una nuova era di risultati e di speranza

 

di Silvana Mossano

l’apertura del convegno di Meldola, con le responsabili scientifiche Federica Grosso e Luana Calabrò

Dieci anni fa, l’allora ministro della salute Renato Balduzzi individuò un gruppo di cinque esperti – Dino Amadori, Silvio Garattini, Benedetto Terracini, Corrado Magnani e Giorgio Scagliotti – affidando loro il compito di indicare il tracciato per dare impulso alla ricerca di una cura del mesotelioma, il cancro causato dall’amianto.

La cosiddetta «chemioterapia standard» era l’unica via praticata e concedeva poco spazio alla speranza. Qualche gruppo di ricercatori provava a studiare alternative, ma i risultati, più che fiducia, instillavano un’illusione di speranza. E, tuttavia, furono utili anche quelli, per coltivare l’idea che non si rimanesse fermi, tanto più che ci è sempre stato ripetuto che, essendo il mesotelioma uno dei cosiddetti «tumori rari», le case farmaceutiche non hanno interesse a investire risorse adeguate nella ricerca.

A parte la discutibile definizione di «tumore raro» attribuita al mesotelioma (che, se lo si diagnosticasse seriamente in tutto il mondo dove l’amianto si è a lungo lavorato e dove abbondantemente lo si impiega ancora, di sicuro il numero dei malati sarebbe tutt’altro che raro), restava il fatto che, allora, la conoscenza della malattia e i tentativi di aggiustamento delle terapie chemioterapiche non spostavano di molto il limitato orizzonte della prognosi infausta.

A distanza di una decina d’anni, ricercatori e medici ci annunciano «l’inizio di una nuova era», aperta dall’immunoterapia, studiata e applicata al mesotelioma pleurico.

Questa apertura di speranza, documentata con dati e con testimonianze di pazienti, è stata presentata in un convegno che si è svolto all’Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica di Meldola, intitolato a Dario Amadori, fondatore del centro oncologico emiliano, morto improvvisamente un paio di anni fa. Amadori e i 4 colleghi, investiti da quella grande responsabilità dall’allora ministro Balduzzi, indicarono la via di rigore e scienza che altri ricercatori e medici hanno seguito e incrementato.

Il professor Balduzzi, che ora è presidente dell’Irst di Meldola, si è assunto l’onere di aprire e chiudere i lavori del convegno sul tema «Immunoterapia nel mesotelioma pleurico: l’inizio di una nuova era», sotto la responsabilità scientifica di Luana Calabrò, direttore dell’Oncologia clinica e sperimentale di Immunoterapia e Tumori rari dell’Irst di Meldola, e Federica Grosso, responsabile della Struttura dipartimentale Mesotelioma dell’Azienda ospedaliera di Alessandria e di quella dell’Ospedale S Spirito di Casale. L’evento è stato organizzato dall’associazione TuTor (Tumori Toracici Rari), con il sostegno di Fondazione Buzzi Unicem, Afeva, Fuck Cancer Choir, Vitas, Comune di Meldola, Regione Emilia Romagna, Istituto Dino Amadori e Istituto Oncologico Romagnolo.

In esordio, Balduzzi si è domandato se non fosse stato prudente completare il titolo con un punto di domanda: è l’inizio di una nuova era? Al termine, dopo aver ascoltato gli scienziati che si sono succeduti, si è convinto che, sì, la nuova era è cominciata.

E bisogna dirlo, bisogna che lo sappiano i malati di mesotelioma, i loro famigliari e coloro che, vivendo in zone più a rischio, nutrono il costante timore di ammalarsi: bisogna dirlo, pur con cautela, che ci sono speranze e non soltanto illusioni.

Torna alla mente la fondata previsione del professor Garattini, espressa sulla base della sua vasta esperienza di scienziato: «Quando la ricerca parte, i passi che si compiono sono più celeri, una porta ne apre un’altra e i risultati arrivano più in fretta. E’ già accaduto con le leucemie e con altre forme di tumore». Le sue parole, così autorevoli e ferme, furono già allora un’iniezione di, pur cauta, fiducia.

I farmaci impiegati ora nell’immunoterapia per il mesotelioma pleurico si chiamano «Ipilimumab» e «Nivolumab», somministrati insieme perché creano sinergia tra loro. Rispetto alla chemioterapia tradizionale, «abbiamo qualcosa in più che funziona» hanno annunciato i ricercatori. Funziona in termini di significativo prolungamento della sopravvivenza: in maniera più marcata nei mesoteliomi «non epidelioidi» (cioè bifasici e sarcomatoidi).

«Questo traguardo – ha commentato la dottoressa Calabrò – deriva da anni di lavori e studi, frutto della ricerca indipendente. Quando questi studi producono dati solidi e convincenti, allora anche le case farmaceutiche sono disponibili a investire».

Ci ha investito, in particolare, l’americana Bms (Bristol Myers Squibb), una delle maggiori aziende farmaceutiche al mondo, con centri di ricerca in vari Paesi. Ora la fase di sperimentazione si è conclusa. La dottoressa Grosso sottolinea che con questa terapia è già stata trattata, in «uso compassionevole», anche in una trentina di pazienti della Struttura Mesotelioma di Casale-Alessandria che lei dirige, individuando quelli più idonei a riceverla rispetto alle caratteristiche della malattia.

Adesso si attende il salto importante. «Negli Usa – è stato spiegato al convegno – la Fda, l’ente regolatorio americano, ha dato piena approvazione nel settembre 2020 e, lì, quindi, possono fare l’immunoterapia tutti i pazienti. L’agenzia europea per il farmaco, Ema, ha dato a sua volta approvazione a giugno 2021. Ora deve pronunciarsi l’Aifa (l’Agenzia italiana per il farmaco)». E’ un obbiettivo importantissimo, perché i farmaci sono molto costosi e soltanto con l’autorizzazione dell’Aifa la terapia potrà essere adottata in modo più esteso, continuando a studiarla e a migliorarla, anche negli effetti collaterali che produce, «per lo più gestibili» dicono gli oncologi. Hanno altresì spiegato che i pazienti che hanno dovuto sospendere l’immunoterapia con Ipilimumab e Nivolumab per pesanti effetti collaterali di tossicità sono anche quelli che, sul contrasto al tumore, hanno evidenziato una maggiore efficacia.

Come recita il titolo del convegno è, appunto, iniziata una nuova era, da percorrere e, certo anche da correggere, ma con in mano nuovi strumenti per agire.

Maurizio D’Incalci,

direttore Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università Humanitas di Milano

Giovanni Ceresoli,

Responsabile Oncologia Medica,

Ospedale di Saronno

E, intanto, il mesotelioma è sempre meno uno sconosciuto: lo si va a misurare con i numeri, attraverso le indagini epidemiologiche («senza i dati, non ci sono azioni»); lo si va a stanare e ad attaccare nel dna e nel suo microambiente circostante che, come si è osservato, tende a creare una barriera resistente alle terapie; lo si prova a colpire con vaccini terapeutici; lo si va a cercare con diagnosi tempestive e lo si affronta con strategie multidisciplinari, che caratterizzano i centri dove la presa in carico dei pazienti con mesotelioma si fa via via più specializzata, completa e puntuale. E, quando si parla di multidisciplinarietà, si includono anche gli aspetti psicologici, che affliggono i pazienti e i loro famigliari, e la tipologia di nutrizione, che migliora e favorisce l’efficacia dei farmaci oncologici.

Tutto questo lavoro, questo sforzo di intelligenza e di tenacia, di umanità e di umiltà marcia verso un traguardo: dare speranza ai pazienti di mesotelioma, prima spacciati. Perché, anche dopo «quella» diagnosi, non gettino la spugna: come Mauro, medico torinese che convive da 10 anni (forse anche di più) con il mesotelioma, coltiva l’orto, sale in montagna a 2000 metri, e conduce una vita normale; come Margherita, che si cura, sta bene, non ha mai spesso di lavorare e, in più, ha cominciato a cantare nel Fuck Cancer Choir, nato per iniziativa della dottoressa Grosso e della biologa Stefania Crivellari, che ne è la direttrice. E la fiducia genera nuove leve di studiosi, come Greta che ha visto morire il nonno del cancro dell’amianto e ora frequenta la facoltà di Medicina.

No, non lasciamoci andare alle illusioni che l’abbiamo imparato bene quanto possono essere nocive, non meno della diagnosi nefasta, ma, ha concluso Balduzzi, «constatiamo che c’è stata una svolta che ci spinge verso una forte speranza».

www.silmos.it

“Pagine Azzurre”

e l’interesse per l’impegno sociale

 

 La Redazione di Pagine Azzurre

Quando l’Associazione decise di riprendere la pubblicazione della Rivista “Pagine Azzurre” fu spinta da due finalità.

Da un lato, contribuire a mantenere vivo l’interesse per l’impegno sociale e, dall’altro lato, dare un’opportunità a qualche giovane aspirante giornalista interessato al Sociale per poter “fare pratica”.  Con l’apertura del nuovo Sito dell’Associazione il perseguimento di questi due scopi potrebbe trovare maggiori incisività ed efficacia. La struttura della Rivista fu fin da subito concepita come un insieme di “Sezioni” autonome, sia pur talvolta con possibili contiguità e sovrapposizioni. Tali sezioni contengono informazioni, articoli e interviste corredate da foto e disegni. La sezione “Operando nel Sociale” tratta di iniziative ed attività di rilevanza in ambito Sociale ed Assistenziale intraprese e condotte sul nostro territorio. La sezione “Lavoro e Mutualità” tratta di iniziative ed attività lavorative rivolte a sostegno delle persone in situazioni di fragilità, secondo i principi della mutualità. La sezione “Pagine Giovani” affronta tematiche che, a vario titolo, interessano i Giovani (ad es. scuola, sport, svago). Nella sezione “Di volta in volta” vengono pubblicate esperienze varie di vita per la condivisione delle stesse con gli altri, con tutti quegli altri che non sono indifferenti al prossimo, ma sono aperti all’ascolto e, appunto, alla condivisione. Si era pensato subito ad uno spazio dedicato a ciò, nella rivista, ma non si era ancora trovato un titolo per questa sezione. Fu all’uscita dalla Chiesa di Lobbi, dopo una Messa di suffragio per Don Angelo, che uno di noi disse: ““Potremmo intitolarla “Di volta in volta””. E fu così che anche questa sezione ebbe il suo nome. Nella sezione “Testimonianze e Ricordi” vengono raccolte nuove testimonianze su Don Angelo ulteriori rispetto a quelle a suo tempo confluite nell’Antologia a lui dedicata oppure testimonianze su volontari dell’Associazione o altre persone appartenenti al Gruppo che, come Don Angelo, hanno già concluso la loro vita terrena. All’inizio di ogni numero di Pagine Azzurre c’é l’Editoriale del Direttore il quale, letti tutti i contributi di ciascuna sezione, sceglie l’argomento di cui trattare in apertura. La copertina trae ispirazione da uno dei temi trattati nel numero. Su di essa compare, ogni volta e senza eccezioni, la foto del viso sorridente di Don Angelo, inserito nel disegno o nella foto che illustra la copertina, sempre magicamente amalgamato con il resto, in una sorta di “condivisione” dello “spazio di ingresso” della Rivista. Ciascun numero può contenere comunicazioni della Redazione relative alla vita Associativa, come l’annuncio del nuovo sito, le modalità per diventare socio ed altro ancora.

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personali, spontanee e gratuite di soci e simpatizzanti senza fini di lucro.”

Supplemento a "Pagine Azzurre" - Direttore Responsabile Marco Caramagna - Aut. Trib. Alessandria n. 30 del 18/11/2014

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